Massimario
Trib. di Como, Sezione Distaccata di Cantù (Raddino), sent. n. 10/2008 del 22.1.2008 dep. 28.1.2008
DIRITTO E PROCEDURA CIVILE – CONTRATTO DI MEDIAZIONE – AUSILIARI DELLE SOCIETA’ CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI MEDIAZIONE – OBBLIGO DI ISCRIZIONE NEL RUOLO PROFESSIONALE - CONDIZIONI
Art. 1755 Cod. Civ. Art. 3, L. 3.2.1989, n. 39 Art. 11, DM 21.12.1990  Per gli ausiliari delle società di mediazione è sempre prescritta l’iscrizione nel relativo ruolo quando, per conto della società, risultano assegnati allo svolgimento di attività mediatizia in senso proprio, di cui compiono gli atti di rilevanza esterna, con efficacia nei confronti degli intermediati ed impegnativi per la società. Ne restano invece esentati soltanto coloro che esplicano attività meramente accessoria e strumentale.
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Trib. di Como, Sezione Distaccata di Cantù (Raddino), sent. n. 8/2008 del 18.1.2008 dep. 28.1.2008
DIRITTI REALI – SERVITU’ PUBBLICA – USUCAPIONE DI DIRITTI DEMANIALI SU PROPRIETA’ PRIVATA – REQUISITO DELL’APPARENZA – NON E’ PRESCRITTO
Art. 825 Cod. Civ. Art. 1061 Cod. Civ. Le servitù di uso pubblico possono essere acquistate mediante il possesso protrattosi per il tempo necessario all’usucapione, anche se manchino opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio, essendo il requisito dell’apparenza prescritto dall’art. 1061 c.c. soltanto per le servitù prediali.
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Trib. di Como, Sezione Distaccata di Cantù (Mancini), sent. n. 20/2008 del 10.1.2008 dep. 18.2.2008
DIRITTO E PROCEDURA CIVILE – CHIAMATA IN CAUSA DI TERZO FALLITO CON DOMANDA DI GARANZIA IMPROPRIA – INAMMISSIBILITA’
Art. 106 Cod. Proc. Civ. Artt. 24 e 52 R.D. 16 marzo 1942, n. 267 Qualora l’atto di chiamata in causa del terzo, da parte del convenuto, introduca una domanda di garanzia impropria, fondata su un distinto rapporto giuridico fra chiamante e chiamato, la dichiarazione di fallimento del chiamato comporta l’inammissibilità di tale domanda di garanzia e va eventualmente proposta con ammissione al passivo su iniziativa del presunto creditore.
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TRIBUNALE DI COMO, GIUDICE DEL LAVORO, DR. FARGNOLI, Sentenza n. 135 del 2 maggio 2007 depositata l’ 11 maggio 2007
CONTRATTO DI LAVORO - Nullità del contratto a termine – conversione – contratto di lavoro a tempo indeterminato – impugnazione licenziamento - DLL 368/01 art. 1
L’art.1, DLL 368/01 recita:”E’ consentita l’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto nel quale sono specificate le ragioni di cui al comma 1”(ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzative o sostitutive)…omissis… L’obbligo del riferimento alle ragioni tecnico-produttive deve avere un contenuto emergente dal contratto scritto e non aliunde. La mancanza di “ogni riferimento” e di “ogni previo colloquio” sui motivi dell’assunzione a termine, fanno ritenere il contratto a tempo determinato nullo. Con la conseguenza che, il rapporto di lavoro deve considerarsi a tempo indeterminato.
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TRIBUNALE DI COMO IN COMPOSIZIONE COLLEGIALE, PRESIDENTE DR. ANZANI, relatore dott.sa Montanari Ordinanza n. 189 del 11 aprile 2007
CONTRATTO DI LAVORO - appalto di servizi di pulizie - assunzione dei lavoratori già addetti al medesimo servizio quali dipendenti del precedente appaltatore- reclamo contro provvedimento cautelare. Codice civile (1942) art. 669 terdecies - CCNL Imprese di Pulizia, art 4.
Va accolta la domanda cautelare di immediata costituzione del rapporto di lavoro, in relazione a quanto stabilito dall’art 4 del CCNL Imprese e Pulizie vigente che prevede l’obbligo della impresa aggiudicataria di un appalto di servizi di pulizie di provvedere all’assunzione dei lavoratori già addetti a quei medesimi servizi quali dipendenti del precedente appaltatore. Infatti, in seguito alla perdita della occupazione lavorativa e della conseguente retribuzione ove il lavoratore, attese le gravose condizioni familiari e le modeste capacità reddituali, sia esposto ad una serie di pregiudizi ben difficilmente riparabili, quali lo sfratto per morosità dall’alloggio condotto in locazione e le difficoltà nel provvedere al sostentamento ed alla educazione dei figli minori, non può dubitarsi che sussista il requisito del periculum in mora ai fini della concessione del provvedimento cautelare. Sussiste anche il fumus boni iuris, alla luce della contrattazione collettiva, risultando fondata la pretesa del lavoratore di costituire un rapporto di lavoro con l’impresa, nell’ipotesi in cui si realizzino le condizioni previste dall’art. 4 del citato CCNL lett a, vantando il lavoratore medesimo un vero e proprio diritto soggettivo alla costituzione del rapporto di lavoro con l’impresa subentrante.
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