Massimario
Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 221 del 20.09.2017 – Dott. G. L. ORTORE
INPS - Minimo retributivo - Contratto collettivo applicabile - Rappresentatività

Il D.l. 338/1989 art. 1 comma 1 convertito nella Legge 389/1989 stabilisce un importo minimo di retribuzione da sottoporre a contribuzione, sotto il quale non è consentito scendere, neppure se la retribuzione in concreto versata al lavoratore sia inferiore. La necessità di stabilire , per legge, un “minimale contributivo”, fissato in riferimento al cd. contratto collettivo “leader”, deriva dall’esigenza di garantire comunque ai lavoratori di un determinato settore una pensione di pari importo, nel caso di identica durata del periodo lavorativo svolto. Pertanto, se il contratto di riferimento per l’INPS interessa un maggior numero di organizzazioni sindacali, con un numero di iscritti ben superiore a quello delle organizzazioni firmatarie del contratto utilizzato dal datore di lavoro, la contribuzione previdenziale dev’essere calcolata con riferimento al trattamento economico previsto dal contratto collettivo nazionale sottoscritto da AGCI-PSL/Legacoop/ferdelavoro-confocooperative con CGIL/CISL/UIL.

 

Riferimenti normativi

Decreto Legge 09.10.1989 n. 338, conv. mod. Legge 07.12.1988 n. 389

 

Conformi

Cass. civ., sez. lav., 02.09.2016, n. 17531

 

Contra

Tribunale di Como, Giudice del Lavoro dott. Canepa n. 296/2015

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Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 221 del 20.09.2017 – Dott. G. L. ORTORE
PRESCRIZIONE - Contributi previdenziali - Decorrenza termine prescrizione breve - Sospensione termine prescrizione

La causa di sospensione della prescrizione ex art. 2941 n. 8 c.c. ricorre quando il debitore realizza una condotta tale da comportare per il creditore una vera e propria impossibilità di agire e non una mera difficoltà di accertamento del credito, per cui, pur non essendo necessaria l’impossibilità assoluta di superare l’ostacolo prodotto dal comportamento del debitore, occorre comunque che questo impedisca di avere, con l’impiego dell’ordinaria diligenza, la conoscenza del credito e, quindi, provochi un impedimento non sormontabile con dei normali controlli.

 

Riferimenti normativi

Legge 08.08.1995 n. 335, art. 3

Codice Civile, art. 2941

 

Conformi

Cassazione civile, sez. lav., 17/04/2007,  n. 9113

 

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Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 222 del 20.09.2017 – Dott. B. CAO
Contribuzione di previdenza e assistenza sociale obbligatoria - Prescrizione

Le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori o delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie si prescrivono con termine decennale. La prescrizione può essere interrotta con la notifica dell’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Riferimenti normativi

Legge 08.08.1995 n. 335, art. 3

Codice Civile, art. 2934

Conforme

Cass. civ., sez. lav., 29.05.2017, n. 13463

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Tribunale Como , Sezione Lavoro, Sentenza n. 219 del 20.09.2017 – Dott. G. L. ORTORE
Danni - Illecito lesivo della integrità psico-fisica - Danno patrimoniale - Riduzione della capacità lavorativa specifica del danneggiato - Risarcibilità come danno biologico - Onere delle prova

In tema di risarcimento del danno alla persona, il danno patrimoniale è risarcibile solo se sia riscontrabile la eliminazione o la riduzione della capacità del danneggiato di produrre reddito, mentre il danno da lesione della “cenestesi lavorativa”, che consiste nella maggiore usura, fatica e difficoltà incontrate nello svolgimento dell’attività lavorativa, non incidente neanche sotto il profilo delle opportunità sul reddito della persona offesa, si risolve in una compromissione biologica dell’essenza dell’individuo e va liquidato onnicomprensivamente come danno alla salute.

Il danno biologico non coincide automaticamente con una riduzione della capacità lavorativa specifica, per cui spetta al danneggiato l’onere di dimostrare che le lesioni fisiche subite hanno ridotto la propria capacità di lavorare e, quindi, di produrre reddito.

Riferimenti normativi

Codice Civile, articolo 1223

Codice Civile, articolo 2043

Codice Civile, articolo 2056

Conformi

Cass. civ., sez. lav., 09.10.2015, n. 20312

Cass. civ., sez. lav., 07.11.2005, n. 21497

 

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Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 246 del 18.12.2017 – Dott. G.L. ORTORE
PREVIDENZA ED ASSISTENZA - Dipendenti civili e militari dello Stato - Riconoscimento anzianità servizio ai fini pensionistici INPS - Maggiorazione servizio confine di Stato - Giurisdizione

La domanda di riconoscimento dell’anzianità di servizio utile ai fini pensionistici, proposta dal personale della Guardia di Finanza, rientra nella giurisdizione del Giudice Ordinario quando è volta al mero accertamento della misura dell’anzianità di servizio e non anche al computo della maggiorazione prevista dall’art. 21 del D.P.R. n. 1092/1973; in quest’ultimo caso, resta ferma la cognizione della Corte dei Conti.

 

Ai fini della costituzione della posizione assicurativa presso l’INPS ai sensi degli artt. 21, 40 e 124 del D.P.R. n. 1092/1973 e, dunque, del riconoscimento della maggiorazione ivi prevista, per “servizio prestato” deve intendersi il “servizio utile” e non il “servizio effettivo”.

 

Riferimenti normativi

Decreto Presidente della Repubblica 29.12.1973 n. 1092, artt. 21, 40, 124

 

Contra

Corte dei Conti, sez. I, 30.01.2015, n. 88

Corte dei Conti, sez. riun., 27.05.2011, n. 8

 

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Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 277 del 23.11.2017 – Dott.ssa B. CAO
PREVIDENZA ED ASSISTENZA - Agevolazioni contributive - Datori di lavoro operanti a Campione d’Italia - Dipendenti retribuiti in franchi svizzeri

Per beneficiare dell’agevolazione di cui all’art. 1 quater del D.L. n. 688/1985 convertito con modificazioni in L. n. 11/1986 – il quale individua una riduzione delle aliquote contributive, previdenziali ed assistenziali, a carico dei datori di lavoro operanti nel Comune di Campione d’Italia per i dipendenti retribuiti in franchi svizzeri – è necessario che l’imprenditore abbia pattuito sin dall’inizio una retribuzione in franchi per i propri dipendenti esponendosi, così, mensilmente ai rischi connessi all’oscillazione del cambio.

Diversamente, la ratio della norma appare violata qualora il datore di lavoro converta mensilmente lo stipendio in franchi al momento dell’erogazione al lavoratore.

 

Riferimenti normativi

Decreto Legge 02.12.1985 n. 688, conv. mod. Legge 31.01.1986, art. 1 quater

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Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 251 del 20.10.2017 – Dott.ssa B. CAO
PUBBLICO IMPIEGO - Personale ATA - Reiterazione rapporti di lavoro a tempo determinato - Superamento 36 mesi - Risarcimento danno

E’ illegittima solo la reiterazione, oltre 36 mesi, dei contratti a termine su “organico di diritto”, mentre deve ritenersi consentita la ripetizione, anche oltre tale limite, dei contratti a termine per i posti vacanti su “organico di fatto”, con durata limitata al solo periodo di svolgimento dell’attività didattica, a meno che il lavoratore non dimostri che il rinnovo del contratto oltre i 36 mesi risponda ad esigenze di carattere non provvisorio, ma durevole e permanente.

La sanzione conseguente all’accertata illegittimità dei rinnovi dei contratti a tempo determinato, per le supplenze su organico di diritto, non può essere però la conversione del rapporto a termine in rapporto a tempo indeterminato, per l’esplicito divieto previsto per le Pubbliche Amministrazioni dall’art. 36, co. 5 D.lgs. n. 165/2001, per cui residua solo la tutela risarcitoria, pari a un’indennità omnicomprensiva, tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità, secondo quanto già disposto da Cass. civ., S.U., n. 5072/2016.

Riferimenti normativi

Decreto Legislativo 16.04.1994 n. 297

Legge 03.05.1994 n. 124, artt. 4 e 11

Decreto Legislativo 06.09.2001 n. 368

Decreto Legislativo 30.03.2001, art. 36

Legge 04.11.2010 n. 183, art. 32

Legge 13.07.2015 n. 107

 

Conformi

Cass. civ., sez. lav., 07.11.2016, n. 22552

Cass. civ., sez. un.,15.03.2016, n. 5072

Corte Cost., 20.07.2016, n. 187

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Tribunale di Como, Sezione I, Sentenza n. 19 dell’8.01.2018 – Dott. A. D’ANIELLO
SOCIETA’ DI PERSONE - Amministratori - Diritti e obblighi

Al socio di una società in nome collettivo, cui lo stesso contratto sociale abbia attribuito la qualità di amministratore e, perciò, una posizione particolare, distinta da quella degli altri soci, non può negarsi “a priori” il diritto al compenso per l’attività prestata in detta qualità, qualora difetti un’esplicita previsione di gratuità del mandato ricevuto. Infatti,  stante l’equiparazione degli amministratori ai mandatari, desumibile dal combinato disposto degli artt. 2293 e 2260 c.c., anche nel contesto del rapporto sociale, il mandato conferito all’amministratore deve presumersi oneroso ai sensi dell’art. 1709 c.c.. Occorre, di contro, esaminare complessivamente il contenuto del medesimo contratto sociale e, in particolare,  le disposizioni relative alla ripartizione degli utili. Pertanto, solo ove da tale indagine risulti che le parti hanno tenuto conto della particolare posizione del socio amministratore, per attribuirgli una partecipazione agli utili di speciale rilievo, non è ipotizzabile un ulteriore compenso per l’attività di amministrazione.

Riferimenti normativi

Codice Civile, art. 2260

Codice Civile, art. 2293

Codice Civile, art. 1709

Conformi

Cass. civ., sez. lav., 28.05.1985, n. 3236

Cass. civ., sez. lav., 13.11.1984, n. 5747

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Tribunale di Como, Sezione I, Sentenza n. 16 dell’8.01.2018 – Dott. A. D’ANIELLO
CONTRATTO DI APPALTO - Rovina e difetti di cose immobili - Responsabilità del venditore - Presupposti

L’art. 1669 c.c. trova applicazione non solo nei casi in cui il venditore abbia provveduto alla costruzione con propria gestione di uomini e mezzi, ma anche nell’ipotesi in cui, pur avendo lo stesso utilizzato l’opera di soggetti estranei, la costruzione sia comunque  ad esso riferibile, in tutto o in parte, per avervi partecipato in posizione di autonomia decisionale, mantenendo il potere di coordinare lo svolgimento dell’altrui attività o di impartire direttive o di sorveglianza, sempre che la rovina o i difetti dell’opera siano riconducibili all’attività dal medesimo riservatasi. In ogni caso, la presenza in cantiere del Direttore Lavori nominato dal committente/venditore non consente di ravvisare automaticamente in capo al venditore medesimo profili di responsabilità.

Riferimenti normativi

Codice Civile, art. 1669

Conformi

Cass. civ., sez. II, 13.07.2007, n. 16202

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Tribunale di Como, Sezione I, Sentenza n. 1473 del 23.10.2017 – Dott. A. PETRONZI
CONTRATTO DI MUTUO - Interessi di mora a tasso usuraio - Clausola - Nullità - Estensibilità agli interessi corrispettivi - Esclusione

La valutazione dell’usurarietà  degli interessi nel contratto di mutuo deve investire autonomamente sia il tasso di mora che il tasso corrispettivo. Pertanto, ove il superamento del tasso soglia colpisca solo il tasso di mora, la pronuncia di nullità della relativa clausola non potrà estendersi agli interessi corrispettivi.

Riferimenti normativi

Codice Civile, art. 1815

Conformi

Tribunale di Monza, 19.06.2017

Tribunale di Roma, 05.04.2017

Tribunale di Como, 28.04.2016

Tribunale di Milano, 28.01.2014

 

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